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Nanotecnologia
Lavorare nell'infinitamente piccolo per cambiare il volto del mondo.


Alterare la struttura delle molecole per ottenere materiali migliori, oggetti più efficaci, più duraturi, più in linea con le nostre aspettative di qualità.
È la promessa racchiusa nei nanotubi di carbonio, microscopiche particelle capaci di combinarsi
coi materiali più diversi, dai tessuti alle plastiche, dal cuoio fino alle leghe metalliche.
Una sorta di doping molecolare in grado di potenziare, con un intervento assolutamente semplice,
un'ampia gamma di performance: dalla resistenza all'abrasione alla resistenza al calore e alla trazione,
dalla leggerezza alla flessibilità.
Grado Zero Espace ha oggi il controllo di questa tecnologia, dopo un lungo percorso di collaborazione
con la società franco-americana che per prima ha sviluppato la ricerca.
Grado Zero Espace ne ha acquisito l'esclusiva, che oggi indirizza a professionisti e aziende interessati
a varcare la soglia standardizzata dei materiali tradizionali.
A questo riguardo, sarà possibile rivolgersi a Grado Zero Espace per una prima consulenza gratuita
con l'obiettivo di verificare, concretamente, applicabilità ed efficacia della nuova nanotecnologia.
SVILUPPO E POTENZIALITÀ
I nanotubi sono costituiti, come dice il nome, da tubi cavi le cui pareti sono composte
solo da atomi di carbonio.
Questi tubi, tuttavia, sono caratterizzati dall'avere un diametro della cavità interna
dell'ordine dei nanometri (milionesimi di millimetro) e da una lunghezza che può arrivare
a qualche millimetro (ma che usualmente si aggira nell'ordine delle decine di micron,
milionesimi di metro).
Il fatto che i nanotubi siano costituiti unicamente da atomi di carbonio legati tra loro a
formare una struttura rigida conferisce al materiale delle ottime proprietà fisiche e meccaniche:
il legame tra atomi di carbonio è il più forte legame esistente e, di conseguenza,
una opportuna struttura contenente questo genere di legami acquista una resistenza alle
deformazioni decisamente elevata.
Una fibra sintetica costituita da nanotubi di carbonio sarebbe la piùรน resistente mai fatta: è
stato infatti calcolato che un nanotubo avrebbe una resistenza alla trazione 100 volte
superiore a quella di una sbarretta di acciaio, ma con un peso 6 volte inferiore.
È inoltre da sottolineare che i nanotubi non solo sono enormemente resistenti alla trazione,
ma sono anche caratterizzati da una notevole flessibilità, potendo essere piegati fino a
circa 90° senza che questo ne comporti la rottura o il danneggiamento.
POTENZIAMENTO FISICO-MECCANICO PER MATERIALI COMPOSITI AVANZATI
L'estrema resistenza, unita alla flessibilità, rende i nanotubi ideali per l'utilizzo come fibre
di rinforzo nei materiali compositi ad alte prestazioni, come sostituti delle normali fibre di
carbonio, del kevlar o delle fibre di vetro.
Da questo punto di vista si possono comprendere appieno le motivazioni che hanno
spinto, in questi ultimi anni, alla sperimentazione nel campo dell'integrazione dei
nanotubi all'interno di matrici composite.
APPLICAZIONI
Oggi siamo in grado di inserire queste nanostrutture di rinforzo all'interno di qualsiasi tipo
di resina, comportandone un notevole miglioramento delle proprietà meccaniche.
Altrettanto importante è la possibilità di inserire i nanotubi in carbonio all'interno di fibre
sintetiche, durante il processo di estrusione della fibra stessa, in modo da conferire loro
proprietà meccaniche uniche.
Questi importantissimi lavori di ricerca, messa a punto e caratterizzazione delle proprietà
ottenute stanno fornendo ottimi risultati, che però si traducono immediatamente in spunti
per tutta una serie di nuove ricerche in tutti quei campi in cui l'utilizzo di materie plastiche
ad alte prestazioni porterebbe a grossi progressi, si pensi ai settori aerospaziale, dei
trasporti, sportivo, tessile high tech, ecc.
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